Commuoversi guardando un prato in fiore - La testimonianza di Roberta


Di questi tempi il mio pensiero va ai tanti che non ce l'hanno fatta.

Ma non nascondo che prima che divenisse chiaramente tassativo il fatto di restare a casa, all'inizio cioè di questo momento così delicato, ho avuto qualche difficoltà con i miei sensi di colpa per non essere riuscita a svolgere le mie attività quotidiane come ad esempio quelle che svolgo al Club Itaca Roma o le piccole commissioni perché non sapevo come comportarmi: ero paralizzata dalla paura di essere contagiata.


Dopo circa tre settimane senza completamente uscire di casa, invece, ho avuto la vera e propria ansia. L'ansia di uscire di nuovo di casa impressionandomi nel vedere con i miei occhi file di persone a distanza con mascherine e guanti per entrare al supermercato; di sentire il silenzio inaspettato fuori dalla finestra nei giorni feriali come se tutto fosse bloccato in un eterna domenica

Gli altri sentimenti sono stati quelli della paura e l'angoscia, sopratutto di non riuscire a superare questa ansia come vorrei, senza ricorrere ad altri farmaci, e di riuscire a non farli diventare dei veri attacchi di panico.


Un'altro aspetto che devo dire mi ha messo alla prova è stato il fatto di ricominciare a fare le attività in autonomia completa es. prendere la macchina per andare in farmacia o solo andare a fare la spesa da sola per varie ragioni.


All'inizio di questa brutta storia, io e il mio compagno (anche lui persona con disagio mentale) abbiamo entrambi anche sofferto per la mancanza di socializzazione specialmente durante il weekend perché il clima era di troppa incertezza e tutti quelli che conoscevamo ognuno reagiva un po' diversamente dall'altro (chi minimizzava, chi si chiudeva in se stesso e non si faceva sentire, chi chiamava più spesso per sentire una parola di conforto, chi invece non si era accorto immediatamente di quello che sarebbe poi successo).

Oggi, anche se non abbiamo ancora sconfitto questo male, mi sento un po più protetta dai segnali del governo e dalle nuove regole (vedi autocertificazione, etc.).

Ora me la sto cavando bene: anche grazie al supporto del Direttore e dello Staff di Club Itaca Roma che mi hanno addirittura consegnato “a domicilio” il materiale per creare dei bijoux cosicché avrei potuto continuare a intraprendere questo lavoro artigianale come, in tempi non sospetti, facevo durante il Laboratorio di Bigiotteria al Club.

In generale -sono anche zia di due splendidi nipotini-certo, mi mancano gli affetti!

Ma sono riuscita a sentirli tutti tramite video-chiamate e allora “forza e coraggio!” è diventato il nostro motto insieme a “speriamo che vada tutto bene!”.


Inoltre posso dire che mi aiuta, come sempre, la terapia:
A) dell'amore verso il mio compagno (che ho conosciuto proprio al Club!) con cui sto condividendo questo periodo difficile perché stiamo riuscendo a sostenerci a vicenda e questo mi rende molto fiera
B) dell'aiuto verso gli altri perché ti fa sentire più vicino agli altri (ad esempio il fatto semplice di dire una parola che faccia scappare una risata o stare al telefono con qualcuno che è preoccupato come me).

Comunque posso dire che saper riconoscere le proprie debolezze in giorni tristi come questi m'insegna a non giudicarmi troppo severamente e quindi mi fortifica.

Come non dire che si assapora di più la libertà quando non la si ha: anche solo il fatto di vedere il prato in fiore andando a buttare via l'immondizia è diventato commuovente per me.



ROBERTA

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