Fermarsi ad ascoltare - La testimonianza di Eleonora

Aggiornato il: mag 27



Sto a casa e sto bene. Guardo il mio gatto e penso che ne abbiamo viste di cose insieme e che tante ne vedremo se il buon Dio ci darà ancora del tempo. Vedo che lui mi da più confidenza che in passato e che lo deludo di meno. Questo corona virus mi sta mettendo più in contatto con la natura, con l'esemplare di natura che ho a casa: con Chino. Mi strizza gli occhi. Si fa tenere le zampette tra le mani e schiacciare i cuscinetti sotto le unghie. Mi dorme a fianco nel letto e non più soltanto ai piedi. E mi segue e si lascia prendere in braccio. Credo addirittura di parlargli e sono più disposta ad assecondare i suoi gesti. L'altra domenica mi ha impedito di Dipingere, così io mi sono sdraiata con lui, e ho riposato con lui, ho assecondato la sua volontà.... Ho fatto in modo che entrassimo in simbiosi, e poi? E poi ho dipinto bene, e poi ho sentito un'amica che non sentivo da tempo. E le due cose non sono in connessione, però io posso riflettere su di me e sulla mia natura e penso alla natura delle cose in genere. Credo che delle volte è necessario fermarsi, fermarsi anche se si ha da fare. Per ascoltare il proprio cuore il battito del tempo, per rallentare anche se si è già lenti. Soltanto per dare una mano a un conoscente che poi diventa amico, fermarsi per ascoltare la natura delle cose per capire che poi non è così male, anche il dovere e il da farsi rientrano nelle proprie capacità e ci possono dare gioia.


Eleonora



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