L'uomo con il cane - un racconto di Omar

Aggiornato il: mag 27



Sono spesso aquattato nella mia macchina, solo, con i miei libri, che non riesco a finire e qualche volta neanche a cominciare.

Ho tutto quello che mi serve: il cellulare, l'acqua fresca, qualche dolciume un po' stantio da sgranocchiare e tanta voglia di non sentire nessuno che mi rompa il cazzo. Penso che non mi serva niente altro per ammazzare il tempo. Sto bene da solo.

E la gente fuori dall'abitacolo... Qualcuno fa sport, qualcuno porta a passeggio il cane. Sinceramente non ho alcun interesse per loro, sono sagome che si muovono senza una storia, senza un perché,almeno per me, per le strade del mio paese; anzi se qualche volta incrocio il loro sguardo, giro la testa per guardare altrove.

Sicuramente ho un grande disinteresse per loro, sono gente, gente come tanta.

Poi un giorno sono in fila fuori dal Todis e mi si avvicina un tipo con un cane al guinzaglio, mi si rivolge come se mi conoscesse:'Ciao... Non ce la faccio più, non so che fare, sto impazzendo!.Gli rispondo:'Per la quarantena? Non si preoccupi tra pochi giorni finirà tutto!'. E lui:'Io non so che fare.,il tempo non mi passa, credevo che andando in pensione avrei fatto tante cose...invece sto sempre davanti al televisore... Io lo distruggo quel maledetto telecomando'. Io:"Lo so è dura per tutti!".Lui:"Ma io non voglio soldi, voglio fare qualcosa, so guidare il furgone, faccio le consegne anche gratis, come devo fare sono solo le 8,25 come arrivo a stasera!?". Io:"Prova a fare volontariato, con gli animali eh?!". Lui:"Si! A pulire le cacche, no grazie".

In quel momento mi ricordai dove l'avevo visto: al bar sottocasa alle 5,30, quando andavo a fare colazione ogni mattina, parlava col barista e un altro tipo, mentre leggeva il giornale. Non avevo mai fatto troppo caso a lui, lo salutavo con il buongiorno e spesso ricambiava.

Solo adesso capivo che quell'uomo nascondeva una storia, aveva una vita, una vita che non gli piaceva, che lo rendeva infelice, tanto da fermare dei perfetti sconosciuti, per elemosinare una conversazione di pochi secondi e chiedere se c'era qualcosa da fare per lui. Anche un lavoro senza retribuzione.

All'inizio ho avuto compassione per lui. Poi mi sono chiesto come fosse finito in quel vicolo cieco. Non avrà coltivato le amiicizie, gli affetti?

O forse non era colpa sua, forse una successione di eventi negativi e sfortunati l'avevano portato a quel punto in cui si trovava ora cioè alla disperazione assoluta, tanto che quando parlava era un misto di rabbia e lacrime.

Quante storie ci sono come la sua? Casi rari o una preoccupante normalità?

Sono due settimane che nn vedo quel tipo col cane...Sarà scappato in un altro paese o forse avrà trovato un lavoro e finalmente qualcosa da fare per occupare la giornata? Non lo so.

Ma adesso comincia ad importarmi della gente e abbandono i miei stupidi libri, l'abitacolo della macchina i dolciumi scaduti, la solitudine autoimposta e apparentemente gratificante per correre verso un signore che sta passeggiando, forse lo conosco è un vecchio amico e voglio parlare con lui, perché un giorno l'uomo con il cane potrei essere io.



Omar

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